Tag Archive for 'luissopen'

Tutti i silenzi e le favole dei partiti politici sui giovani

Pubblico di seguito l’abstract di un mio articolo edito su Luiss Open del 27 febbraio 2018 e su Il Foglio del 28 febbraio 2018, in cui analizzo in chiave critica i programmi e le proposte dei partiti politici in materia di giovani e mercato del lavoro. Da ultimo, mi soffermo su una riflessione rivolta a tutti i giovani in ascolto: tutte le promesse dei partiti  andranno valutate all’atto pratico, nel momento in cui un eventuale governo dovesse reperire le risorse fiscali per attuarle, perchè il vero pericolo è che si finisca, come spesso accaduto, per dare a quei giovani con una mano e togliere con l’altra. Resta vitale, invece, una redistribuzione e un riequilibrio in chiave generazionale della spesa pubblica e, in particolare, di quella sociale.

L’intero articolo su: Luiss open/I diari del lavoro/Michel Martone e su Il Foglio/Quanto contano i giovani nei programmi dei partiti

 

Abolire la Riforma Fornero?

Pubblico di seguito l’abstract di un mio articolo edito su Luiss Open del 19 dicembre 2017 e su Il Foglio del 8 gennaio 2018, in cui analizzo in chiave critica come, a cinque anni dalla sua approvazione, nessun Governo sia stato in grado di modificare le innovazioni strutturali che ha introdotto nel nostro sistema previdenziale la Riforma Fornero. Dall’innalzamento dell’età pensionabile all’abolizione delle pensioni di anzianità, l’impianto della riforma non è stato toccato nemmeno dall’attuale legge sulle pensioni, che mette una pezza sulla spesa previdenziale introducendo, anche in questo caso, deroghe di portata assai limitata all’impianto della riforma. In conclusione, mi soffermo sulla necessità di una riforma organica del sistema previdenziale che, lontano dai riflettori dell’emergenza finanziaria, contrasti il preoccupante trend demografico ed occupazionale che interessa il nostro Paese.

L’intero articolo su: Luiss open/I diari del lavoro/Michel Martone e su Il Foglio/Perchè tutti sparlano della Riforma Fornero ma nessuno l’abolisce, per fortuna