Tag Archive for 'michel martone'

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Malati di nanismo| Italy’s Accordion Industry: Tiny and Thriving

Pubblico l’intervista che mi è stata fatta da Christopher Livesay per la National Public Radio statunitense. Si parla di fisarmoniche, sviluppo, occupazione e nanismo economico. Potete ascoltarla cliccando qui.

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I giovani nell’azione di Governo e i salari legati alla produttività



Il presidente del Consiglio Mario Monti, ma anche il Ministro Elsa Fornero hanno detto e continuano a ripetere che uno dei punti fondamentali che dobbiamo affrontare, se vogliamo tornare a crescere, è anche quello di scommettere sui giovani.  Continua a leggere ‘I giovani nell’azione di Governo e i salari legati alla produttività’

Doppio canale per i contratti

ccnl piccole medie imprese o grandiArticolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di sabato 5 marzo 2011

Dopo vent’anni di globalizzazione, il sistema delle relazioni industriali ha, come da più parti sostenuto, una profonda necessità di riforma, perché le aziende hanno anzitutto bisogno di governabilità mentre quel sistema le sottopone a un insieme di regole che complica oltremodo i processi decisionali e non assicura il rispetto degli accordi. Basti considerare che tra le aziende iscritte a Confindustria solo il 20% ha grandi dimensioni, mentre il restante 80% è fatto di piccole imprese che occupano meno di 50 dipendenti. Ed è di tutta evidenza che i problemi che devono fronteggiare le grandi aziende sono molto diversi da quelli delle piccole. Continua a leggere ‘Doppio canale per i contratti’

L’esempio tedesco



Aumentare la produttività per aumentare l’occupazione, soprattutto l’occupazione giovanile.

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Michel Martone ospite ad Agorà



Mi fa piacere pubblicare il link alla bella puntata di Agorà del 28 novembre 2011.

 

Michel Martone sul caso Fiat per Bloomberg tv

Pubblico un’intervista in inglese sulla Fiat per Bloomberg.

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Il verbale del giudizio di conferma da ordinario del Prof. Michel Martone

 

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Per trasparenza, e per evitare travisamenti o “copia-incolla”, pubblico i verbali (scaricabili da qui: verbale1verbale2) della commissione giudicatrice per la conferma da professore ordinario.

Si tratta dell’esame sull’attività svolta nei tre anni da professore straordinario successivi al conseguimento dell’idoneità che consente di acquisire il titolo di professore ordinario.

Di seguito riporto il giudizio finale della commissione presieduta dal Prof. Raffaele De Luca Tamajo (attuale presidente dell’AIDLASS, ossia dell’associazione che riunisce tutti gli studiosi del diritto del lavoro) e composta anche dai Professori Antonio Vallebona e Riccardo Del Punta.

Nel corso del triennio il Prof. Michel Martone ha svolto un’intensa attività scientifica, che conferma la maturità acquisita e testimonia di un’indubbia e lodevole continuità nella ricerca. Essa è attestata, in particolare, dalla monografia su “Governo dell’economia e azione sindacale”, nella quale il Prof. Martone ha affrontato in un’ampia prospettiva storica, risalente sino al corporativismo, le problematiche del modello concertativo di governo dell’economia, giungendo a conclusioni sempre adeguatamente argomentate, con un controllato uso delle categorie giuridiche in un contesto di tensione tra ordinamento formale e prassi; Il respiro storicodel percorso di ricerca è stato confermato dai saggi sulle origini del fenomeno sindacale e sul II convegno di studi sindacali e corporativi. Altri oggetti di interesse sono stati la problematica dei lavoratori svantaggiati, in specie con la voce enciclopedica sul contratto di inserimento al lavoro nonché temi di carattere previdenziale, ad ulteriore riscontro di una rimarchevole generosità e varietà di interessi dell’attività di ricerca espletata nel periodo in considerazione.

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La Commissione, valutata positivamente l’ampia attività didattica svolta e le pubblicazioni esibite, che attestano continuità e proficuo impegno scientifico, esprime pieno apprezzamento e, quindi, parere favorevole alla conferma in ruolo come professore ordinario del Prof. Michel Martone

“Siate affamati. Siate folli.” Steve Jobs alla Stanford University

Ripubblico il favoloso discorso di Steve Jobs, pubblicato per la prima volta nel 2006, perché dimostra che al di là degli schemi, l’importante è impegnarsi e fare del proprio meglio. Lui ci è riuscito.

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“Sono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dir la verità, questa è l’occasione in cui mi sono di più avvicinato ad un conferimento di titolo accademico. Oggi voglio raccontarvi tre episodi della mia vita. Tutto qui, nulla di speciale. Solo tre storie.

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Figlio di papà? Michel Martone risponde a Otto e Mezzo di Lilli Gruber



“Sono sicuramente un ragazzo fortunato che però ha fatto di tutto per essere all’altezza delle fortune che ha avuto e proprio per questo ho profonda stima per quelli che lavorano, per quelli che studiano, per quelli che si impegnano, per quelli che fanno.”

– Quindi insomma lei non è figlio di papà.
“Sono figlio di mio padre e ne sono anche fiero, però ho fatto di tutto per essere all’altezza di questo.”

Michel Martone ospite a Ballarò

Pubblico di seguito un mio intervento alla puntata di Ballarò del 1/11/2011.

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Michel Martone ospite di “(ah) iPiroso”

Questa mattina sono stato invitato da Antonello Piroso a partecipare alla sua trasmissione “(ah)iPiroso”.

Finalmente una trasmissione che parla di politica in maniera brillante e senza invettive.
Complimenti agli autori!

La vittoria dell’Italia laboriosa

Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di martedì 18 gennaio 2011

sole24ore.gifAll’indomani dell’importante risultato di Mirafiori, numerose sono le questioni che rimangono sul tappeto. Perché se la produzione della Fiat rimarrà a Mirafiori, è difficile che,  dopo i risultati del referendum, il nostro sistema di relazioni industriali resti lo stesso e che la Fiom rientri in azienda, almeno fin quando non modererà le sue posizioni. La vertenza di Mirafiori ha, infatti, messo in luce la profonda necessità di nuove regole sulla democrazia sindacale ma anche acuito la profonda spaccatura che divide il mondo del lavoro tra quanti accettano il principio democratico e quanti invece lo rifiutano. Continua a leggere ‘La vittoria dell’Italia laboriosa’

Come scrivere una tesi

D: Come si sceglie l’argomento della tesi di laurea?

R: La scelta dell’argomento è fondamentale come, d’altra parte, quella della materia. Ed è importante che lo studente scelga con passione, perché quella scelta qualificherà la sua professionalità. Se amo il diritto commerciale internazionale è meglio evitare di fare una tesi sulle ferie del lavoratore.

Per questo uno dei modi migliori per scegliere l’argomento della tesi è quello di andare in biblioteca e sfogliare le riviste scientifiche della materia che si vuole approfondire, alla ricerca dei temi più problematici e maggiormente dibattuti negli ultimi anni.

D: Come si fa una tesi di laurea?                                       

R: Scelta la materia e l’argomento, il secondo passo è quello di studiare. Prima di iniziare a scrivere è, infatti, indispensabile padroneggiare il tema e selezionare le questioni da approfondire. Solo attraverso lo studio è possibile scegliere le posizione da sostenere attraverso la propria analisi.

E’ quindi importante fare una accurata ricerca bibliografica, selezionare o fotocopiare i testi più importanti, guardando anche le note a piè di pagina, che saranno noiose da leggere ma costituiscono preziosi giacimenti culturali. Continua a leggere ‘Come scrivere una tesi’

La mossa di Federmeccanica per puntare sulla produttività

Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di sabato 11 settembre 2010

Se, per l’attuale sistema di relazioni industriali, la sottoscrizione dell’accordo separato di Pomigliano ha rappresentato una forte scossa sismica, la decisione di Federmeccanica di recedere dal contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici, quello sottoscritto anche dalla Fiom il 20 gennaio 2008, rappresenta un vero e proprio terremoto.Un terremoto di cui è difficile valutare gli esiti ma che ci lascia con la certezza che, d’ora in poi, il nostro sistema di relazioni industriali non sarà più lo stesso. Continua a leggere ‘La mossa di Federmeccanica per puntare sulla produttività’

L’Aquila: una green town alle pendici del Gran Sasso

Com’è sotto gli occhi di tutti, gli abruzzesi sono un popolo forte e operoso. Per questo nessuno dubita che, quando l’emergenza del terremoto sarà passata e il dolore per i troppi lutti si sarà attenuato, l’Aquila tornerà a vivere e produrre. Perché ciò accada gli abruzzesi devono, però, fare sistema affinchè la ricostruzione del centro cittadino si trasformi in un‘opportunità di sviluppo. Per rilanciare una provincia che, già prima della devastazione sismica, era afflitta da una grave crisi economica e occupazionale, causata della chiusura di molti stabilimenti dell’ormai declinante Polo Elettronico Aquilano. Continua a leggere ‘L’Aquila: una green town alle pendici del Gran Sasso’

Sacrifici necessari per competere

Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di martedì 15 giugno 2010

Nonostante i richiami di Ministri, politici di maggioranza e di opposizione, e soprattutto degli altri sindacati, la Fiom-Cgil continua a non voler firmare, anche a rischio di mettere a repentaglio l’occupazione dei 5.000 lavoratori che operano nello stabilimento di Pomigliano e degli altri 15.000 che lavorano nell’indotto.

Ora, per giustificare questa posizione tanto ferma quanto nichilista, la Fiom sta adducendo le ragioni più disparate, molte delle quali sono di ordine giuridico. Continua a leggere ‘Sacrifici necessari per competere’

L’esigenza di una svolta solidaristica per i pionieri del sistema contributivo

La questione del sostegno finanziario alle Casse previdenziali istituite con d. lgs. n. 103 del 1996, di cui si avverte la profonda esigenza, specie in questo particolare momento di crisi, si interseca inevitabilmente con la questione della solidarietà in materia previdenziale. In un primo tempo, il principio di solidarietà si è tradotto nell’affermazione di meccanismi di finanziamento a ripartizione, in base ai quali il trattamento pensionistico degli aventi diritto veniva integralmente sopportato dalla forza lavoro in attività. Senonché, il progressivo invecchiamento medio della popolazione, il proliferare di fenomeni di prepensionamento e soprattutto il metodo di calcolo retributivo, caratterizzato dalla parametrazione del trattamento pensionistico alle ultime retribuzioni percepite dall’avente diritto, hanno ineluttabilmente condotto al collasso del sistema previdenziale, divenuto insostenibile dal punto di vista finanziario.

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Perchè sono favorevole all’art. 8

 

Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di sabato 20 agosto 2011

La crisi di questi giorni e la fredda accoglienza riservata dai mercati finanziari ai provvedimenti preannunciati dai leader del mondo occidentale, stanno rendendo evidente a tutti che, quando le economie non crescono, i debiti pubblici inghiottono gli stati e con essi i diritti dei cittadini. Prese in ostaggio dalla speculazione internazionale a causa dei troppi debiti contratti nel corso degli ultimi decenni da politici alla ricerca di facili consensi, le democrazie occidentali non ce la fanno più. Non hanno più risorse per contrastare la crisi del debito. Anche perchè quelle che c’erano sono state utilizzate per salvare dalla crisi del 2008 quel sistema finanziario che ora sta speculando contro i debiti pubblici. Continua a leggere ‘Perchè sono favorevole all’art. 8′

Il tabù che resiste alla tempesta

Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di mercoledì 7 settembre 2011

Ci sono alcune cose difficili da capire della polemica che in questi giorni sta riguardando l’ormai famoso art. 8 della manovra, quello che consentirebbe di derogare all’ancor più famoso art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Siamo nel mezzo di una tempesta finanziaria che, ad ogni rialzo degli spread, brucia miliardi di euro e impone l’adozione di misure sempre più dure che o riducono i diritti dei cittadini o aumentano il prelievo fiscale. La Banca d’Italia e la Bce hanno a più riprese sottolineato l’urgenza di riforme strutturali che aumentino la produttività del sistema economico italiano, perché senza crescita i conti non tornano. Con la famosa lettera, Trichet e Draghi si sono spinti anche più avanti, precisando che è necessario rendere più flessibile il rapporto di lavoro stabile e proteggere nel mercato i lavoratori precari. Continua a leggere ‘Il tabù che resiste alla tempesta’

L’amico della porta accanto – Marco Simoncelli

Ieri il mondo dello sport ha perso un grande campione, in pista ma soprattutto nella vita.
Ne è testimonianza il silenzio assordante che, poche ore dopo la scomparsa, ha avvolto tutti gli stadi italiani prima del fischio d’inizio.
L’amico della porta accanto, sfegatato tifoso del Milan, che se ne andato lasciando il posto ad un grande vuoto. Mai più le gare del Mugello saranno le stesse senza uno dei suoi padroni di casa.
Addio Supersic, campione di un’Italia che vorremmo e che non c’è più.

Nasce Rete Imprese Italia

Oggi all’Auditorium si celebra la nascita di una nuova grande organizzazione rappresentativa delle piccole e medie imprese artigiane a commerciali.
Superando gli steccati ideologici, che non hanno più senso nell’economia globale, le cinque confederazioni, Confcommercio, Confartigianato, Cna, Confesercenti e Casartigiani, hanno deciso di federarsi per dare una voce unitaria a quelle piccole e medie imprese che fanno la grandezza del nostro sistema economico. Certo non si tratta di una organizzazione unitaria ma, di sicuro, è un primo importante passo.

Rete Imprese Italia vanterà il 60% della forza lavoro italiana con più di due milioni di imprese iscritte, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli sarà il primo vertice della federazione.

Insomma una semplificazione importante per dare forza al nostro sistema economico. Speriamo che funzioni.

Per modernizzare le relazioni industriali non bastano le leggi

Con l’emanazione del Codice della partecipazione si compie un ulteriore passo nell’opera di modernizzazione del nostro mercato del lavoro verso relazioni industriali più partecipative e meno conflittuali.Si tratta di un passo importante, soprattutto di fronte alla crisi economica che minaccia il nostro sistema produttivo, sia sotto il profilo della sostanza che sotto quello del metodo.

Sotto il profilo sostanziale, perché, come emerge da molti dei provvedimenti comunitari indicati nel Codice, e soprattutto dai rapporti Pepper degli anni ’90, la diffusione della partecipazione è direttamente proporzionale al tasso di modernità dei diversi mercati del lavoro. Non a caso, è largamente diffusa in Francia, Regno Unito e Germania, che vantano una lunga tradizione di relazioni industriali partecipative, si sta diffondendo a ritmi elevati  in mercati del lavoro efficienti, come quelli del Belgio, della Finlandia, dell’ Austria e dei Paesi Bassi,  mentre è ancora scarsamente diffusa in Spagna, Portogallo, Grecia e negli altri paesi che sono recentemente entrati nell’Unione Europea. Continua a leggere ‘Per modernizzare le relazioni industriali non bastano le leggi’

Itaka – Workshop Intergenerazionali



Poiché le cose belle non vanno dimenticate, ecco il video del II Workshop Intergenerazionale organizzato con i miei studenti alla Luiss lo a dicembre 2007. Poi dicono che i giovani non si appassionano di politica

 Un ringraziamento particolare ad Alessandra Magnaghi, insostituibile musa tecnologica.

La formazione di Michel Martone

Mi fa piacere pubblicare un capitolo del bel libro di Marco Iezzi e Tonia MastrobuoniGioventù sprecata, da poco edito per i tipi di Laterza. Non tanto perchè sono stato incluso tra i giovani di talento insieme a Chloè Cipolletta, Emma Dante, Frida Giannini, Valeria Parrella e Filippo Preziosi. Ma soprattutto perché ci potrete trovare la verità sulla mia formazione.

Forse sono stato un po’ benevolo con me stesso, ma sicuramente questa intervista è molto più veritiera di alcuni offensivi articoli che ho letto in questi giorni.

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The Labyrinth of Precarity

labyrinth.jpgThey say life in the castle is a smug one. A steady job, a free and dignified existence. They also say once you’re hired in the castle you can make your way up through the years and that it’s not so easy to be fired. Just think, the best-seller among the castle’s inhabitants right now is: “Goodmorning Laziness. How to survive in a company working the least possible amount”.

They also say its merit goes to a miraculous legal device, now elevated to mythical heights: the 18th Article. A strange contraption, which strong of its solid legal tradition, has no equals in the other castles, and after the epic battles of recent years, has now become a true national symbol.

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