Tag Archive for 'occupazione'

“Dobbiamo dare più libertà ai giovani che lavorano nelle start up”

(ANSA) – Roma, 22 mag – «Oltre a combattere la precarietà nelle imprese tradizionali, dobbiamo dare più libertà ai giovani che lavorano nelle start up». È una priorità per il viceministro del Lavoro, Michel Martone, intervenuto al primo Meeting di Roma Capitale 2012.
«Se vogliamo ricominciare a crescere e a venire fuori da questa gravissima crisi economica e occupazionale, dobbiamo avere il coraggio di scommettere su start up innovative dei servizi, dell’economia digitale e della green economy», ha dichiarato Martone.
Martone ha citato la fine degli anni 70, quando «siamo riusciti a chiudere gli anni di piombo e a vivere una stagione di rilancio, investendo in settori come la moda e il terziario avanzato».
«Il futuro è nelle nostre mani, dobbiamo iniziare a sostenerlo», ha affermato.

Michel Martone a Rapporto Carelli su SkyTG24

“Non lavorare stanca”, questo il titolo della puntata di Rapporto Carelli andata in onda il 28 maggio 2012 su SkyTG24.

Ospiti in studio Michel Martone, l’editorialista Dario Di Vico, l’imprenditore Ernesto Preatoni, la dj-giornalista Nìcola Winspeare.

“La riforma non è una rivoluzione, ma un’opera di manutenzione”

Roma, 4 giu. – (Adnkronos) – ”La riforma Fornero, non è una rivoluzione che potrà risolvere tutti i problemi del mercato del lavoro italiano, ma è un’opera di manutenzione che cerca di intervenire su alcuni aspetti più problematici e di rendere meno intollerabile il divario tra insider e outsider. Ne sono esempi le partite iva, le norme sull’apprendistato, sugli stage, sul lavoro a progetto”. Ad affermarlo, intervenendo su La7, è vice ministro al Welfare, Michel Martone.

Mentre siamo in una crisi, ”la piu’ grave dal 1929”, molti avrebbero voluto una riforma più coraggiosa. Ma, spiega Martone, ”se un palazzo pieno di persone ha un problema di staticità, invece di ridisegnarlo dalle fondamenta con il rischio del crollo,  lo si puntela, si sale sul tetto e si cerca di scaricare il peso selezionando solo le cose che funzionano. Questo è stato l’approccio”.

Michel Martone sulla crisi e la disoccupazione



Michel Martone intervistato da Maria Latella su SkyTG24 il 5 maggio 2012.

Michel Martone sul Primo maggio



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Interventi concreti: ecco gli incentivi per l’assunzione di donne e giovani

 La legge 214/2011, nell’ambito delle misure per favorire la crescita, prevede la possibilità, per le imprese, di dedurre l’intero importo dell’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) relativo al costo del lavoro dipendente e assimilato, dal reddito imponibile determinato per l’IRES (imposta dei redditi delle società) e l’IRPEF (imposta delle persone fisiche), al netto delle deduzioni già spettanti (tra cui quelle per gli apprendisti, per i contributi e quelle da cuneo fiscale che vedremo tra un un attimo). Continua a leggere ‘Interventi concreti: ecco gli incentivi per l’assunzione di donne e giovani’

Interventi concreti per l’occupazione: il nuovo contratto di somministrazione per i lavoratori svantaggiati

Il Consiglio dei Ministri del 24 febbraio 2012 ha approvato il decreto legislativo di recepimento della direttiva  2008/104/CE che richiede agli Stati membri di riesaminare “le restrizioni e i divieti sul ricorso al lavoro tramite agenzia interinale” per “contribuire efficacemente alla creazione di posti di lavoro e allo sviluppo di forme di lavoro flessibili”.  in tema di somministrazione del lavoro.

Si tratta di un risultato importante per diverse ragioni.

Anzitutto, perché l’Italia ha in questo modo evitato l’apertura di una procedura di infrazione da parte dell’UE. 

In secondo luogo, perché il testo licenziato accresce il livello di tutela dei lavoratori somministrati, anche attraverso l’introduzione della definizione del contratto di lavoro somministrato, il riconoscimento di condizioni di base di lavoro e d’occupazione dei lavoratori somministrati non inferiori a quelle di lavoratori occupati presso l’utilizzatore, l’introduzione di un più chiaro ed esaustivo apparato sanzionatorio. Continua a leggere ‘Interventi concreti per l’occupazione: il nuovo contratto di somministrazione per i lavoratori svantaggiati’

Togliere alla mafia per dare ai giovani

Il Decreto Legge n. 5/2012 (decreto semplificazioni) prevede, all’art. 56, comma 2, una norma che riguarda l’affidamento dei beni immobili sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che hanno caratteristiche tali da consentirne un uso per scopi turistici.

Tali beni, individuati dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata,  potranno essere dati in concessione a titolo oneroso a cooperative di giovani fino ai 35 anni di età.

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Michel Martone su mercato del lavoro, apprendistato, giovani e precarietà



Chi l’ha detto che è meglio un laureato di 30 anni di un falegname?

Chi l’ha detto che è meglio un laureato di 30 anni di un falegname ?

Questo è uno degli interrogativi  posti durante l’intervento al congresso nazionale di Federmeccanica  a Firenze. Negli ultimi decenni si è “enfatizzato” troppo il lavoro intellettuale a scapito di quello manuale, salvo poi scoprire come non tutto il lavoro intellettuale riesce a trovare occupazione.

Da qui la necessità di rilanciare il valore del lavoro manuale per lo sviluppo e per la ripresa della crescita del nostro paese visto che l’Italia rappresenta la seconda economia manifatturiera d’Europa.

Lettera al Direttore de La Stampa. Precisazioni all’articolo del 26 febbraio sul lavoro interinale

di martedì 28 febbraio 2012

Caro Direttore,

Le scrivo perché alcune inesattezze contenute nell’articolo, intitolato “Gli interinali rischiano stipendi ancora più bassi”, pubblicato sul Suo giornale domenica 26 febbraio a firma R.GI. mi costringono ad intervenire per fare alcune precisazioni ed evitare che si diffondano inutili allarmismi. Nell’articolo si legge che, secondo una “filosofia tipicamente liberista”, il Decreto varato in attuazione della Direttiva comunitaria riguardante le agenzie di lavoro interinale “non solo liberalizza e flessibilizza ampiamente il ricorso a questa forma di lavoro” per i lavoratori svantaggiati ma, soprattutto, “stabilisce chiaramente” che questi lavoratori “una volta inseriti in azienda riceveranno un salario più basso del 20% o verranno inquadrati due livelli al di sotto di quello teoricamente spettante”.

Si tratta di affermazioni errate.  Continua a leggere ‘Lettera al Direttore de La Stampa. Precisazioni all’articolo del 26 febbraio sul lavoro interinale’

Malati di nanismo| Italy’s Accordion Industry: Tiny and Thriving

Pubblico l’intervista che mi è stata fatta da Christopher Livesay per la National Public Radio statunitense. Si parla di fisarmoniche, sviluppo, occupazione e nanismo economico. Potete ascoltarla cliccando qui.

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Doppio canale per i contratti

ccnl piccole medie imprese o grandiArticolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di sabato 5 marzo 2011

Dopo vent’anni di globalizzazione, il sistema delle relazioni industriali ha, come da più parti sostenuto, una profonda necessità di riforma, perché le aziende hanno anzitutto bisogno di governabilità mentre quel sistema le sottopone a un insieme di regole che complica oltremodo i processi decisionali e non assicura il rispetto degli accordi. Basti considerare che tra le aziende iscritte a Confindustria solo il 20% ha grandi dimensioni, mentre il restante 80% è fatto di piccole imprese che occupano meno di 50 dipendenti. Ed è di tutta evidenza che i problemi che devono fronteggiare le grandi aziende sono molto diversi da quelli delle piccole. Continua a leggere ‘Doppio canale per i contratti’

L’esempio tedesco



Aumentare la produttività per aumentare l’occupazione, soprattutto l’occupazione giovanile.

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La festa è finita

Con la sottoscrizione del Protocollo del 22 gennaio 2009, il Governo e le parti sociali hanno posto le basi per traghettare le nostre relazioni industriali nel nuovo millennio, affermando, in particolare, il principio, cd. dell’opting out, in base al quale per scongiurare crisi aziendali, aumentare i livelli occupazionali o attrarre nuovi investimenti, i contratti collettivi aziendali possono derogare ad alcune delle tutele previste dai contratti collettivi nazionali.

Il problema è che il sindacato, o meglio la Cgil schiacciata sulle posizioni della Fiom è fermamente contraria a questo principio. Di fronte alla globalizzazione e allo spietato dumping sociale di cinesi, indiani, brasiliani e tanti altri si arrocca nella difesa di un sistema di relazioni industriali costruito sul contratto collettivo nazionale di categoria contrastando, con scioperi e cause seriali, qualsiasi tentativo di stemperare la novecentesca contrapposizione tra capitale e lavoro in nome di punti di incontro più avanzati e partecipativi che consentano alle imprese di competere sui mercati internazionali.
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Michel Martone su ammortizzatori sociali a SkyTG24 con Maria Latella



Michel Martone parla di ammortizzatori sociali con Maria Latella a “L’intervista” su SkyTg24.

Ristrutturazioni aziendali, riduzione del costo del lavoro e nuovi ammortizzatori sociali per superare la crisi

 

La grave crisi produttiva e finanziaria che attanaglia il nostro Paese (e non solo) e che ha spinto il legislatore ad adottare misure di sostegno alle imprese con l’obiettivo di sostenerle in attesa di una ripresa, pone problemi inediti alle aziende nella gestione degli ammortizzatori sociali.

Proprio la crisi, infatti, da un lato palesa squilibri ampiamente noti quali la frammentazione e la stratificazione delle normative del settore che da troppo tempo attendono una riforma complessiva e, dall’altro, la necessità di adattare gli istituti esistenti ad una situazione congiunturale così difficile.

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Lavorare per sopravvivere, indebitarsi per consumare

La repentina crisi finanziaria che ha travolto l’economia mondiale segna l’inizio della seconda fase della globalizzazione. Nella quale cambieranno i paradigmi economici, le categorie politiche e i rapporti di forza tra le diverse nazioni. L’America, con Obama, ha già annunciato di voler condividere la propria leadership con i paesi emergenti che, a loro volta, reclamano un nuovo ruolo nello scacchiere globale e vogliono superare gli equilibri cristallizzati a Bretton Woods. Mentre l’Europa, se non troverà la forza di parlare con una sola voce, rischia di diventare marginale.

In attesa di conoscere gli esiti della difficile transizione che dal G20 di Washington dovrà portare al nuovo ordine globale, l’annunciata conclusione del Doha Round entro Dicembre potrebbe segnare l’inizio di una nuova stagione di negoziati commerciali che siano anche veicolo per la diffusione dei diritti del lavoro nei paesi in via di sviluppo.
Un’opportunità per reagire ad una crisi economica, finanziaria e sociale che rischia di travolgere i ceti medi occidentali, migliorando gli standard di vita dei lavoratori dei paesi in via di sviluppo.

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