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“Importante presentarsi in Europa con un patto sulla produttività”

Agenzia ASCA(ASCA) – Roma, 15 ott – “Bisogna andare al vertice europeo avendo in mano un patto di produttività”. Lo ha detto a Tgcom24 il viceministro del Lavoro, Michel Martone precisando che ”il governo non ha dato ultimatum, ma ha messo in gioco grandi risorse. Le parti sociali hanno una grande opportunità perché la competizione è sempre più  dura e le nostre aziende hanno bisogno di investire. Non credo – ha aggiunto – che sia una battaglia di contrapposizione tra lavoratori e imprenditori. La produttività è un obiettivo che si può raggiungere insieme, altrimenti dividendoci allo scontro perderemmo la sfida della produttività”.

Secondo il viceministro ”è importante presentarsi in Europa con un accordo sulla produttività. Non possiamo aumentare il debito e la produttività del lavoro è la via obbligata per tornare a crescere”.
Per Martone ”qui non si tratta di diminuire i salari, si tratta di migliorare la qualità del lavoro non attraverso automatismi, ma con criteri legati al risultato. Il nostro problema degli ultimi quarant’anni è stato quello che con l’aumento il debito pubblico è calata la produttività e oggi abbiamo tassi d’interesse sul debito troppo elevati.
Dobbiamo uscire dalla logica dei tutti uguali, ma dare di più a chi merita di più. Lavoriamo di più per produrre di più”.

Tavolo della produttività: “Un’occasione storica per modificare la struttura della retribuzione e valorizzare il merito”

(ANSA) – ROMA, 21 SET – Al tavolo della produttività le parti sociali ”hanno un’occasione storica per modificare la struttura della retribuzione e valorizzare il merito e la produttività, appunto, perché si apre un’importante stagione di rinnovi dei contratti collettivi nazionali e c’è la possibilità di avvalorare l’accordo del 28 giugno”. Lo ha dichiarato il vice ministro del Lavoro Michel Martone questa mattina a Omnibus su La7.

”Questo tavolo – ha detto Martone secondo quanto riferisce una nota – ha una priorità nell’azione di Governo perché la crescita non si fa per legge, ma dipende dagli italiani. Per questo è importante ricominciare dalle imprese dove s’incontrano capitale e lavoro”. Alla domanda se tema che il prossimo Governo possa vanificare gli sforzi fatti dall’esecutivo Monti, Martone ha replicato: ”Penso che il paese sia pronto ad andare avanti, e che il vecchio gioco per cui il governo nuovo disfa ciò che ha fatto quello precedente sia finito”.

DDL Lavoro: “Sarà il Presidente Monti a indicare la via anche alla luce dei risultati del Consiglio Europeo”

(ANSA) – ROMA, 21 GIU – ”Ho ringraziato la Commissione – ha riferito ai cronisti Martone – per il senso di responsabilità dimostrato, per il lavoro istruttorio compiuto e per aver aderito all’appello del Presidente Monti di consentire al nostro Paese di presentarsi nel miglior modo possibile al Consiglio Europeo di fine giugno”.

I giornalisti hanno domandato in quale provvedimento arriveranno le modifiche al ddl lavoro su cui si è impegnato Monti nel comunicato di ieri sera: ”sarà il Presidente Monti – ha replicato il vice-ministro – a indicare la via attraverso la quale dare risposte alle questioni sollevate dalle diverse forze politiche, anche alla luce dei risultati che emergeranno dal Consiglio Europeo”.

“La crisi morde in maniera sempre più dura, ma l’economia del Paese tiene”

agi - agenzia di stampa(AGI) – Roma, 6 giu – “La crisi morde in maniera sempre più dura, ciò nonostante l’economia del Paese tiene”.

E’ quanto ha detto il viceministro del Lavoro, Michel Martone, commentando i dati sulla cig a maggio diffusi stamane dall’Inps. Conversando con i giornalisti in occasione della Relazione annuale dell’Autorità di garanzia sugli scioperi, Martone ha auspicato una rapida approvazione della riforma del mercato del lavoro.

“La crisi morde in maniera sempre più dura – ha detto Martone – ma l’economia del Paese tiene, nonostante molte difficoltà. Auspico che la riforma del mercato del lavoro venga approvata il prima possibile e che si valorizzi il senso di responsabilità che le parti sociali hanno dimostrato”.

Trasporto pubblico locale: Martone “mobilitarsi contro la piaga dell’evasione tariffaria”

(Adnkronos) – Roma, 19 dic. – Prosegue il confronto tra Governo e parti sociali sul trasporto pubblico locale. Si è tenuto, infatti, oggi, a via Fornovo, un nuovo incontro presieduto dal Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Michel Martone. Oltre a proseguire il confronto sull’articolato normativo del nuovo ccnl, le parti hanno dedicato particolare attenzione alle misure per il contrasto dell’evasione tariffaria, piaga che da sempre affligge il settore. ”E’ importante – ha detto Martone – che istituzioni, imprese e lavoratori si mobilitino per contrastare questo fenomeno, perchè in un momento di grandi difficoltà economiche è ingiusto che il costo dei biglietti ricada solo sui cittadini onesti. Anche in questo settore è possibile fronteggiare la crisi economica coniugando rigore, equità e crescita”. Il prossimo incontro si terrà giovedì 3 gennaio alle 10.30.

Michel Martone su indignati, debito pubblico, e consenso sociale a SkyTG24 con Maria Latella



Michel Martone risponde a Maria Latella sui giovani indignati e sulle trattative per la riforma del mercato del lavoro.

La festa è finita

Con la sottoscrizione del Protocollo del 22 gennaio 2009, il Governo e le parti sociali hanno posto le basi per traghettare le nostre relazioni industriali nel nuovo millennio, affermando, in particolare, il principio, cd. dell’opting out, in base al quale per scongiurare crisi aziendali, aumentare i livelli occupazionali o attrarre nuovi investimenti, i contratti collettivi aziendali possono derogare ad alcune delle tutele previste dai contratti collettivi nazionali.

Il problema è che il sindacato, o meglio la Cgil schiacciata sulle posizioni della Fiom è fermamente contraria a questo principio. Di fronte alla globalizzazione e allo spietato dumping sociale di cinesi, indiani, brasiliani e tanti altri si arrocca nella difesa di un sistema di relazioni industriali costruito sul contratto collettivo nazionale di categoria contrastando, con scioperi e cause seriali, qualsiasi tentativo di stemperare la novecentesca contrapposizione tra capitale e lavoro in nome di punti di incontro più avanzati e partecipativi che consentano alle imprese di competere sui mercati internazionali.
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