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Intervista al Professor Michel Martone, di Marco Patruno

Una chiacchierata che ho avuto il piacere di fare con Marco Patruno, pubblicata sul blog generazione.blog.lastampa.it

precariato.jpgL’intervista affronta il rapporto tra precariato e flessibilità. La coesistenza spesso difficile di due mercati. Un mercato del lavoro e un mercato delle opportunità dove sembrano andare paralleli senza che ci sia apparentemente un nesso tra di loro. E infine la questione di una “ricetta ideale” per una flessibilità dal volto decisamente più umano. Non voglio rubare altro tempo ai miei lettori, e vi lascio alle risposte del professore Michel Martone.

Che cosa pensa del precariato giovanile? Precariato e flessibilità sembrano essere diventati due termini sinonimi e facilmente intercambiabili tra di loro. Realtà o e soltanto un’impressione?

  "Intervista al Professor Michel Martone, di Marco Patruno"

The Labyrinth of Precarity

labyrinth.jpgThey say life in the castle is a smug one. A steady job, a free and dignified existence. They also say once you’re hired in the castle you can make your way up through the years and that it’s not so easy to be fired. Just think, the best-seller among the castle’s inhabitants right now is: “Goodmorning Laziness. How to survive in a company working the least possible amount”.

They also say its merit goes to a miraculous legal device, now elevated to mythical heights: the 18th Article. A strange contraption, which strong of its solid legal tradition, has no equals in the other castles, and after the epic battles of recent years, has now become a true national symbol.

  "The Labyrinth of Precarity"

Il labirinto della precarietà

flessibilita-precariato.jpgDicono che nel castello la vita sia comoda, il lavoro sicuro e l’esistenza libera e dignitosa. Dicono anche che nel castello una volta assunti si faccia carriera per anzianità e sia molto difficile essere licenziati. Pensa che, tra i castellani, il best seller del momento si intitola: “Buongiorno pigrizia. Come sopravvivere in azienda lavorando il meno possibile”.

  "Il labirinto della precarietà"



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