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MM ad Agorà: “L’Italia deve rendere sostenibile il sistema di welfare”



Michel Martone ospite di “Agorà” con Rosy Bindi, presidente dell’Assemblea del Pd, Ferdinando Adornato, deputato dell’Udc, Carla Cantone, segretario nazionale dello Spi-Cgil, Federico Geremicca, giornalista deLa Stampa, Guido Rosa, presidente dell’Aibe (Associazione banche estere in Italia), Mario Seminerio, analista macroeconomico e scrittore e Roberto Weber, presidente dell’Istituto Swg

Michel Martone a “Agorà” del 16 novembre 2012 (video integrale)

“Dobbiamo rendere sostenibile il nostro sistema di welfare, perché tutti i diritti hanno un costo e il problema è trovare le risorse per quel costo”. Lo ha detto Michel Martone, Vice Ministro al Lavoro, intervenendo ad “Agorà”.
“Se le medicine non le avessimo sprecate negli anni ’70 e ’80 – ha proseguito Martone – adesso avremmo avuto molte più risorse”.
Il Vice Ministro ha poi fornito un’indicazione per i governi futuri: “la possibilità di risolvere i problemi – ha detto – c’è, ma ci vuole tempo e ci vuole la costanza. A me piacerebbe che il nostro paese continuasse ad andare avanti senza far finta che i problemi non ci sono. I problemi non possono essere risolti in un anno, ci vogliono almeno 10 anni. Le soluzioni possono variare un pò, ma alla fine bisogna far quadrare i conti. Spero che chiunque vinca le elezioni vada avanti su questa strada”.

“La riforma non è una rivoluzione, ma un’opera di manutenzione”

Roma, 4 giu. – (Adnkronos) – ”La riforma Fornero, non è una rivoluzione che potrà risolvere tutti i problemi del mercato del lavoro italiano, ma è un’opera di manutenzione che cerca di intervenire su alcuni aspetti più problematici e di rendere meno intollerabile il divario tra insider e outsider. Ne sono esempi le partite iva, le norme sull’apprendistato, sugli stage, sul lavoro a progetto”. Ad affermarlo, intervenendo su La7, è vice ministro al Welfare, Michel Martone.

Mentre siamo in una crisi, ”la piu’ grave dal 1929”, molti avrebbero voluto una riforma più coraggiosa. Ma, spiega Martone, ”se un palazzo pieno di persone ha un problema di staticità, invece di ridisegnarlo dalle fondamenta con il rischio del crollo,  lo si puntela, si sale sul tetto e si cerca di scaricare il peso selezionando solo le cose che funzionano. Questo è stato l’approccio”.

Michel Martone sui voucher per il welfare aziendale

agi - agenzia di stampa(AGI) – Roma, 28 mag. – I voucher per i servizi sociali “sono sicuramente un’esperienza interessante che va approfondita perché permetterebbe di sperimentare nuove forme d’incontro tra pubblico e privato“. “E’ sicuramente necessario – prosegue Martone – che lo Stato, in questo momento, faccia meno cose e meglio. E da questo punto di vista strumenti come i voucher sono sicuramente un’esperienza interessante.” E’ quanto ha affermato il vice ministro al Welfare, Michel Martone, conversando con i giornalisti in occasione del convegno Un nuovo welfare per liberare le donne.

“Nel nostro Paese – ha detto – abbiamo molti problemi di welfare in particolare per quanto riguarda la condizione femminile. Sono venuto qui ad ascoltare, perché molte delle esperienze internazionali sono di sicuro interesse ma anche perché all’interno della riforma del mercato del lavoro, proprio in riferimento al lavoro femminile, si parla di voucher“.

“Le casse previdenziali possono collaborare al rilancio dell’economia”

Forum 2012 In Previdenza. Roma, 9 maggioLe casse previdenziali possono e devono essere attori dello sviluppo del Paese.

Per far fronte alla più grave crisi dai tempi del ’29 e far ripartire l’economia è assolutamente indispensabile sperimentare nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato.

In questa prospettiva le casse, con i loro importanti patrimoni, possono contribuire al rilancio di un’economia in crisi di liquidità, coniugando la tutela degli interessi degli iscritti a prestazioni previdenziali adeguate con investimenti a basso rischio finanziario ma di sicuro impatto sociale, come sta dimostrando l’esperienza del social housing.

Le famiglie si allungano mentre il Paese rattrappisce

welfare familiare famiglia lunga


Di seguito l’articolo pubblicato sul Sole24Ore di lunedì 23 maggio 2011

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Non so se ci avete fatto caso ma una delle più gravi conseguenze dell’egoismo generazionale che si è diffuso nel nostro paese è che le famiglie stanno diventando più lunghe che larghe.

Mi spiego meglio. Un tempo le famiglie erano orizzontali, nel senso che ciascuno aveva tanti fratelli e cugini e magari pochi nonni e quasi nessun bisnonno. Oggi invece si sviluppano in verticale, ciascuno ha pochi fratelli e pochi cugini, ma ha diversi nonni e magari qualche bisnonno. Ciò è dovuto ad alcuni fattori indubbiamente positivi, come il progresso della ricerca medica o il miglioramento dell’alimentazione, che hanno dilatato l’aspettativa di vita di nonni e bisnonni. Continua a leggere ‘Le famiglie si allungano mentre il Paese rattrappisce’

La sfida della produttività e l’esempio tedesco



 Pubblico il video integrale del mio intervento al Convegno Federmeccanica, tenutosi martedì 21 febbraio 2012 a Firenze

Il programma dell’Incontro Federmeccanica Continua a leggere ‘La sfida della produttività e l’esempio tedesco’

Un sistema ammalato di egoismo generazionale

patto generazionale

Di seguito l’articolo pubblicato sulla rivista Aspenia n. 40 del 2008

Viviamo in un sistema ammalato di egoismo generazionale. Nel quale i privilegi dei padri vengono pagati con il futuro dei figli, sul quale grava il terzo debito pubblico del mondo. Un egoismo che ha origini antiche e si rinnova di continuo, come ha dimostrato il Protocollo sottoscritto dal Governo e dai sindacati lo scorso anno. Un protocollo che non può essere condiviso per tante ragioni, ma soprattutto perché ha ammorbidito il famigerato scalone, per mandare in pensione due anni prima circa 150.000 lavoratori che non volevano aspettare di compiere 60 anni. Continua a leggere ‘Un sistema ammalato di egoismo generazionale’

Ichino sulla nomina a viceministro di Michel Martone

Intervista al Senatore Pietro Ichino subito dopo la nomina di Michel Martone a cura di Tonia Mastrobuoni, pubblicata su La Stampa il 30 novembre 2011. 

Scarica il PDF dell’articolo originale

Di seguito è riportato il testo dell’articolo: Continua a leggere ‘Ichino sulla nomina a viceministro di Michel Martone’

Video-inchiesta di Repubblica su Martone. Lavoro da quando ho 23 anni e per me parla il mio curriculum.

La migliore risposta e’ il mio curriculum dal quale vedrete che lavoro da quando ho 23 anni: ho collaborato col ministro Brunetta per 16 mesi come consigliere giuridico con un compenso di 40mila euro lordi, pari a circa 1.300 euro al mese. La collaborazione con Renato Brunetta e’ stato un lavoro importante e molto impegnativo.

Ho iniziato questa collaborazione ben prima che mio padre venisse nominato alla Civit e, comunque, la sua nomina e’ avvenuta su proposta del ministro Brunetta, con delibera del consiglio dei Ministri, approvata a maggioranza qualificata dalle commissioni parlamentari e col decreto del presidente della Repubblica.

Mio padre è un giudice, io sono un professore e mia sorella una precaria della ricerca.

Le deleghe del Viceministro Michel Martone

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Pubblico le deleghe che mi sono state conferite dal Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 2011 su proposta del Presidente del Consiglio, di concerto con il Ministro del Lavoro.

Dovrò quindi occuparmi, in collaborazione con il Ministro del Lavoro, Prof.ssa Elsa Fornero, di:

mercato del lavoro

ammortizzatori sociali

occupazione giovanile

formazione

relazioni industriali

Le deleghe sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale di martedì 10 gennaio 2012: qui il testo completo.

Michel Martone sul Governo Monti



Continua a leggere ‘Michel Martone sul Governo Monti’

Michel Martone su ammortizzatori sociali a SkyTG24 con Maria Latella



Michel Martone parla di ammortizzatori sociali con Maria Latella a “L’intervista” su SkyTg24.

L’esigenza di una svolta solidaristica per i pionieri del sistema contributivo

La questione del sostegno finanziario alle Casse previdenziali istituite con d. lgs. n. 103 del 1996, di cui si avverte la profonda esigenza, specie in questo particolare momento di crisi, si interseca inevitabilmente con la questione della solidarietà in materia previdenziale. In un primo tempo, il principio di solidarietà si è tradotto nell’affermazione di meccanismi di finanziamento a ripartizione, in base ai quali il trattamento pensionistico degli aventi diritto veniva integralmente sopportato dalla forza lavoro in attività. Senonché, il progressivo invecchiamento medio della popolazione, il proliferare di fenomeni di prepensionamento e soprattutto il metodo di calcolo retributivo, caratterizzato dalla parametrazione del trattamento pensionistico alle ultime retribuzioni percepite dall’avente diritto, hanno ineluttabilmente condotto al collasso del sistema previdenziale, divenuto insostenibile dal punto di vista finanziario.

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Perchè sono favorevole all’art. 8

 

Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di sabato 20 agosto 2011

La crisi di questi giorni e la fredda accoglienza riservata dai mercati finanziari ai provvedimenti preannunciati dai leader del mondo occidentale, stanno rendendo evidente a tutti che, quando le economie non crescono, i debiti pubblici inghiottono gli stati e con essi i diritti dei cittadini. Prese in ostaggio dalla speculazione internazionale a causa dei troppi debiti contratti nel corso degli ultimi decenni da politici alla ricerca di facili consensi, le democrazie occidentali non ce la fanno più. Non hanno più risorse per contrastare la crisi del debito. Anche perchè quelle che c’erano sono state utilizzate per salvare dalla crisi del 2008 quel sistema finanziario che ora sta speculando contro i debiti pubblici. Continua a leggere ‘Perchè sono favorevole all’art. 8′

La Grecia in fiamme – Brevi divagazioni sulla crisi

Negli anni 90 si diceva che gli Stati si erano troppo indebitati per pagare i welfare nazionali dando ai popoli diritti che non si potevano permettere.

Così, a partire dagli anni 90, è nata la moda delle privatizzazioni e gli Stati per ridurre i debiti hanno venduto le autostrade, le reti telefoniche, le reti energetiche, i fast food, gli autogrill, le società chimiche e tanto altro. La giustificazione sembrava nobile, l’impoverimento era evidente.

Poi è arrivata la crisi del 2008, si è scoperto che le banche avevano fatto investimenti troppo rischiosi, che la finanza si era garantita rendimenti completamente ingiustificati, che il mondo era sull’orlo del baratro. E così gli Stati, che negli anni 90 avevano liberalizzato vendendo i beni reali, sono corsi in soccorso delle banche, hanno comprato i titoli tossici dei finanzieri e sono tornati ad indebitarsi, non più per pagare i diritti dei cittadini, ma per salvare i loro conti correnti messi a rischio da operazioni finanziarie spesso truffaldine.

Le banche sono state salvate ma ora la speculazione internazionale, che ha continuato ad arricchirsi, è tornata ad aggredire gli Stati, cominciando dalla Grecia, per costringerli a ridurre ulteriormente i diritti dei cittadini.

Ora, è probabilmente vero che i greci hanno truccato i bilanci dello stato per entrare nell’Unione Europea e che probabilmente hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità, ma è altrettanto vero che, se è giustificabile che lo Stato si indebiti per realizzare i diritti dei cittadini, è sicuramente intollerabile che lo faccia per salvaguardare le rendite dei finanzieri.

Chiose a margine del Welfare dei privati

Per far fronte alla drammatica crisi che ha travolto l’economia globale molti auspicano un ritorno dello Stato nell’economia. E dopo un decennio di privatizzazioni selvagge non ci sarebbe niente di male, anzi.

C’ è però un punto che suscita  alcune perplessità.

Come può uno Stato che produce ingiustizie di ogni tipo (generosi baby pensionamenti per alcuni e pensione a 70 anni per altri) ed è appesantito dai difetti di funzionamento e di efficienza denunciati nel corso degli ultimi anni (da “la casta” ai “rapaci”), costituire una valida risposta ai drammatici problemi che questa crisi sta causando a milioni di persone? Continua a leggere ‘Chiose a margine del Welfare dei privati’