Taglio degli stipendi in Spagna

zapatero Spaventata dalla vicenda Greca la Spagna si è mossa in anticipo e per proteggersi dalla speculazione finanziaria ha già varato un drastico pacchetto di riforme. Si tratta di un rospo difficile da digerire, soprattutto per chi vive del proprio lavoro.

Il governo ha infatti annunciato che ridurrà gli stipendi, e metterà mano alla riforma delle pensioni. Vediamo nel dettaglio cosa prevedono le misure di austerity introdotte da Zapatero e che formano una manovra da 15 miliardi per gli anni 2010-2011 che si aggiunge alla manovra già precedentemente prevista e che ammonta a 50 miliardi.

I sacrifici sono per tutti e toccano tutti i settori dello stato sociale. Gli stipendi dei dipendenti pubblici saranno decurtati di 5 punti percentuali e congelati per il 2011, questo dovrebbe portare un taglio di circa 4 miliardi di euro. In Spagna però anche i membri del governo danno l’esempio e decurtano il loro stipendio di un 15%, e lo stesso potrebbe toccare ai parlamentari. Sarebbe bello che lo stesso accadesse con i costi eccessivi e spropositati di tanta parte della politica italiana.
Neanche le pensioni escono indenni e questo sarà il primo anno, dopo ben 25, che l’adeguamento automatico all’inflazione verrà meno. Inoltre, misure in campo sanitario, con una revisione per costi e distribuzione delle medicine, e l’abolizione del cd. bonus bebè. Ridotti anche gli aiuti allo sviluppo economico tagliando anche il budget destinato alle opere pubbliche. Sacrifici anche per le Communidades Autonomas e per i Comuni, praticamente nessun settore è rimasto indenne dalle misure previste dalla manovra che punta a recuperare 1,5 miliardi di disavanzo pubblico in due anni.

La reazione degli spagnoli non si è fatta attendere: alla previsione dei tagli previsti dalla manovra i dipendenti pubblici abbiano già dichiarato uno sciopero per il 2 giugno e si minaccia uno sciopero generale a data da destinarsi.

Si tratta di scelte difficile e coraggiose perché tempestive. Secondo me dovremo trarre esempio dagli Spagnoli e imparare anche noi la lezione del caso greco.

E’ inutile fare gli struzzi, mettere la testa sotto la sabbia, e fare finta di non avere il terzo debito pubblico del mondo, perché volenti o nolenti prima o poi i debiti si pagano. Ed è sempre meglio rimborsare i propri debiti a rate che non dover vendere casa da un giorno all’altro per salvarsi dagli strozzini.

Forse è arrivato i momento di fare le riforme e avere il coraggio di rimboccarsi le maniche.

Commenti


  • Anche la Spagna corre ai ripari per non rischiare il tracollo come in Grecia.
    E lo stesso fanno il Portogallo e l’Irlanda, così come anche la Francia e l’Inghilterra. Il primo provvediamento di Cameron è stato il taglio del 5% degli stipendi del governo.

    Direi che è ora di muoversi, gli altri lo hanno capito ma noi?

  • credo che tremonti lo abbia capito e presto arriverà una manovra lacrime e sangue

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