Un gesto veramente artistico… per liberare opportunità



Qualche giorno fa in un convegno l’Alma Graduate School dell’Università di Bologna ha messo a confronto filosofi, giuristi, economisti ed imprenditori a partire da un’opera d’arte che coglie perfettamente uno dei temi che segnerà il futuro di questo paese: costruire nella precarietà.

L’artista, Aeneas Wilder, ha costruito per settimane nella meravigliosa loggia di Villa Guastavillani un labirinto fatto di migliaia e migliaia di listelli di legno che ha poi buttato giù con un semplice calcio. Un gesto artistico di grande coraggio, quello di chi trova la forza di abbandonare le cose vecchie, anche costruite con grande fatica, per aprirsi al futuro. Il coraggio che tutti noi dovremmo trovare per liberarci dei tanti lacci e lacciuoli di una società corporativa che ha ancora troppa paura di aprirsi al mondo e così si arrocca nella difesa di privilegi datati che, se possono sembrare rassicuranti a chi ne gode, di fatto compromettono il futuro di tutti gli altri, perché impediscono alle nuove generazioni di costruire nella precarietà in cui sono costrette a vivere.

Un gesto di coraggio che mi ha fatto ripensare ad un problema drammatico sul quale mi sono tanto interrogato nei diciotto mesi in cui sono stato al governo: la fuga dei cervelli. Perché i nostri giovani invece di costruire nella precarietà in Italia fuggono all’estero?

Non perché vogliono più diritti, visto che in Inghilterra o in America i diritti del lavoro sono meno garantiti che in Italia. La verità è che vanno all’estero perché cercano più opportunità. E spesso ci restano perché le trovano.

Quelle opportunità che la classe politica che ha governato l’Italia negli ultimi venti anni ha sacrificato sull’altare di uno Stato e di una pubblica amministrazione che, con la scusa di voler dare risposta ai mille problemi dei cittadini, di fatto ha ampliato i propri poteri e le proprie competenze fino a creare un labirinto di regole che ci impedisce di vedere le straordinarie potenzialità del nostro paese.

Come hanno capito i giovani che fuggono all’estero, l’era dei diritti sta per finire per mancanza di risorse, mentre le opportunità non costano, anzi creano ricchezza, per gli individui e per la collettività. Purtroppo, però, nel nostro paese ce ne sono sempre meno a causa di regole insensate che troppo spesso nascondono privilegi ingiustificati.

Per questo, il Governo Letta, nonostante le difficoltà derivanti dalla composita maggioranza che lo sostiene, deve proseguire lungo la strada del cambiamento politico e delle riforme istituzionali.

Per rimettere in discussione il ruolo dello Stato e della pubblica amministrazione che devono fare meno e meglio per liberare le risorse e le energie dei nostri giovani e dare loro l’opportunità di trovare un lavoro all’altezza dei loro studi, di migliorare la loro posizione sociale, di realizzare, grazie all’impegno, i loro sogni, magari facendo impresa al riparo dall’oppressione fiscale e burocratica. Per farlo, però, abbiamo bisogno di un gesto veramente artistico.


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