<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Una volta tanto stiamo dalla parte dei genitori</title>
	<atom:link href="http://www.michelmartone.org/una-volta-tanto-stiamo-dalla-parte-dei-genitori-398.html/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.michelmartone.org/una-volta-tanto-stiamo-dalla-parte-dei-genitori-398.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=una-volta-tanto-stiamo-dalla-parte-dei-genitori</link>
	<description>UNIVERSITA', LAVORO, RICAMBIO GENERAZIONALE</description>
	<lastBuildDate>Tue, 08 May 2012 18:44:43 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
	<item>
		<title>Di: chiara</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/una-volta-tanto-stiamo-dalla-parte-dei-genitori-398.html#comment-2754</link>
		<dc:creator>chiara</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 19:17:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.michelmartone.org/una-volta-tanto-stiamo-dalla-parte-dei-genitori-398.html#comment-2754</guid>
		<description>In riferimento al commento del precedente utente, vorrei dire che ne ho piene le scatole di quelli che continuano a dire che oggi i figli sono tutti viziati mentre gli extracomunitari accettano qualsiasi lavoro pur di campare: sono sempre i soliti discorsi scontati sentiti dire migliaia di volte. Il pane io lo compro dal fornaio e non perchè non ho voglia di farmelo da sola per stare su facebook ma perchè mi alzo alle 06.30 di mattina per andare a lavorare in uno studio commerciale a circa 50 km. da casa e torno la sera tardi, nel periodo delle denunce dei redditi lavoro fino alle 21.00 di sera, sabati e domeniche comprese. Sono pagata una miseria e con il mio stipendio non riuscirei a permettermi di vivere decorosamente in affitto, inoltre, ho un contratto a scadenza. Quando mi troverò, tra qualche mese senza un lavoro, che faccio, vado dal ministro Brunetta che vorrebbe i giovani fuori casa a 18 anni? Ci mantiene tutti lui? Questa è la realtà dei fatti: non è questione di trovare lavoro, è questione di mantenerselo. E riguardo ai famosi immigrati vorrei dire che ne conosco un paio che hanno accettato umili lavoro, sì, bravi, ma poi hanno lasciato le bollette da pagare e non hanno saldato l&#039;affitto perchè si sono resi irreperibili: hanno fatto &#039;bottino&#039; e sono spariti: attenzione quando si generalizza!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In riferimento al commento del precedente utente, vorrei dire che ne ho piene le scatole di quelli che continuano a dire che oggi i figli sono tutti viziati mentre gli extracomunitari accettano qualsiasi lavoro pur di campare: sono sempre i soliti discorsi scontati sentiti dire migliaia di volte. Il pane io lo compro dal fornaio e non perchè non ho voglia di farmelo da sola per stare su facebook ma perchè mi alzo alle 06.30 di mattina per andare a lavorare in uno studio commerciale a circa 50 km. da casa e torno la sera tardi, nel periodo delle denunce dei redditi lavoro fino alle 21.00 di sera, sabati e domeniche comprese. Sono pagata una miseria e con il mio stipendio non riuscirei a permettermi di vivere decorosamente in affitto, inoltre, ho un contratto a scadenza. Quando mi troverò, tra qualche mese senza un lavoro, che faccio, vado dal ministro Brunetta che vorrebbe i giovani fuori casa a 18 anni? Ci mantiene tutti lui? Questa è la realtà dei fatti: non è questione di trovare lavoro, è questione di mantenerselo. E riguardo ai famosi immigrati vorrei dire che ne conosco un paio che hanno accettato umili lavoro, sì, bravi, ma poi hanno lasciato le bollette da pagare e non hanno saldato l&#8217;affitto perchè si sono resi irreperibili: hanno fatto &#8216;bottino&#8217; e sono spariti: attenzione quando si generalizza!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: perla85</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/una-volta-tanto-stiamo-dalla-parte-dei-genitori-398.html#comment-1861</link>
		<dc:creator>perla85</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 21:59:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.michelmartone.org/una-volta-tanto-stiamo-dalla-parte-dei-genitori-398.html#comment-1861</guid>
		<description>Spero di non risultare troppo pesante e &quot;sconfusionata&quot; con le mie considerazioni ma scrivo di getto e visto il poco spazio mi limito a riflettere un punto per me fondamentale: il confronto della realtà attuale rispetto al passato. Prima gli alloggi in affitto costavano di meno ? No! Anzi, in passato non se ne trovavano proprio. L&#039;affitto, oltretutto, è solo una part,del costo della vita. Inoltre si facevano più figli, lavorando un unico componente della famiglia, entravano meno soldi, i quali dovevano essere divisi per le molte bocche da sfamare, ecc... Forse si coltiva troppo l&#039;INUTILE e poco la sostanza, perdendo sempre meno entusiasmo verso il valore della vita stessa e nei confronti delle piccole cose. Siamo vittime della routine progressista e della monotonia della rassegnazione. Ritengo che un punto importante sia la mancanza di coraggio, unito ad un &quot;protezionismo&quot; genitoriale che da un lato coccola troppo i figli, dall&#039;altro ha sostituito con un rapporto di stile amichevole il vecchio rapporto gerarchico che sconfinava nel &quot;pater familias&quot;. Le generazioni precedenti, in quel contesto, cercavano la libertà mettendosi in gioco e, non potendo uccidere il padre, la trovavano andando a vivere per loro conto, accettando lavori iniziali anche non consoni al titolo di studio, facendosi le ossa e rischiando in proprio anche per dimostrare &quot;al vecchio&quot; il loro valore. La generazione successiva, per crescere e far crescere la società, si è sempre contrapposta alla precedente. Adesso che in famiglia si è &quot;amici&quot; non c&#039;è necessità di liberazione. Si sta bene, c&#039;e da mangiare, calzini stirati, lavoro che si rifiuta se non è consono. Gli ultimi dati sull&#039;occupazione dicono che gli extracomunitari hanno incrementato la loro occupazione, mentre quella degli italiani è diminuita. Un ingegnere rumeno accetta anche di fare l&#039;addetto delle pulizie in attesa di meglio. Idem per nascita e morte di aziende. Il benessere ci ha reso solo più esigenti, meno ribelli e meno coraggiosi. Non siamo più disposti a lottare per migliorare, siamo diventati pigri, i buffoni del Grande Fratello sono i nostri miti e tutto ci viene servito ( il pane è già pronto, costa troppo? lo compriamo lo stesso.... perché farselo da sé? Fà perdere troppo tempo .... meglio perderlo su fb???)  davanti non riuscendo a carpire il vero valore. In conclusione, forse se volgessimo lo sguardo verso l&#039;atteggiamento dei nostri nonni avremmo solo da imparare anziché inseguire cecamente ciò che il progresso ci impone e la finiremmo di essere vittime di un sistema che poco ci rispecchia e che si divora ogni entusiasmo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Spero di non risultare troppo pesante e &#8220;sconfusionata&#8221; con le mie considerazioni ma scrivo di getto e visto il poco spazio mi limito a riflettere un punto per me fondamentale: il confronto della realtà attuale rispetto al passato. Prima gli alloggi in affitto costavano di meno ? No! Anzi, in passato non se ne trovavano proprio. L&#8217;affitto, oltretutto, è solo una part,del costo della vita. Inoltre si facevano più figli, lavorando un unico componente della famiglia, entravano meno soldi, i quali dovevano essere divisi per le molte bocche da sfamare, ecc&#8230; Forse si coltiva troppo l&#8217;INUTILE e poco la sostanza, perdendo sempre meno entusiasmo verso il valore della vita stessa e nei confronti delle piccole cose. Siamo vittime della routine progressista e della monotonia della rassegnazione. Ritengo che un punto importante sia la mancanza di coraggio, unito ad un &#8220;protezionismo&#8221; genitoriale che da un lato coccola troppo i figli, dall&#8217;altro ha sostituito con un rapporto di stile amichevole il vecchio rapporto gerarchico che sconfinava nel &#8220;pater familias&#8221;. Le generazioni precedenti, in quel contesto, cercavano la libertà mettendosi in gioco e, non potendo uccidere il padre, la trovavano andando a vivere per loro conto, accettando lavori iniziali anche non consoni al titolo di studio, facendosi le ossa e rischiando in proprio anche per dimostrare &#8220;al vecchio&#8221; il loro valore. La generazione successiva, per crescere e far crescere la società, si è sempre contrapposta alla precedente. Adesso che in famiglia si è &#8220;amici&#8221; non c&#8217;è necessità di liberazione. Si sta bene, c&#8217;e da mangiare, calzini stirati, lavoro che si rifiuta se non è consono. Gli ultimi dati sull&#8217;occupazione dicono che gli extracomunitari hanno incrementato la loro occupazione, mentre quella degli italiani è diminuita. Un ingegnere rumeno accetta anche di fare l&#8217;addetto delle pulizie in attesa di meglio. Idem per nascita e morte di aziende. Il benessere ci ha reso solo più esigenti, meno ribelli e meno coraggiosi. Non siamo più disposti a lottare per migliorare, siamo diventati pigri, i buffoni del Grande Fratello sono i nostri miti e tutto ci viene servito ( il pane è già pronto, costa troppo? lo compriamo lo stesso&#8230;. perché farselo da sé? Fà perdere troppo tempo &#8230;. meglio perderlo su fb???)  davanti non riuscendo a carpire il vero valore. In conclusione, forse se volgessimo lo sguardo verso l&#8217;atteggiamento dei nostri nonni avremmo solo da imparare anziché inseguire cecamente ciò che il progresso ci impone e la finiremmo di essere vittime di un sistema che poco ci rispecchia e che si divora ogni entusiasmo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

